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A 50 anni dalla Rivolta di Marghera

27 Settembre > 18:00 - 20:00

Ricordiamo le tre giornate del 3-5 agosto 1970

A 50 ANNI dalla RIVOLTA DI MARGHERA

Domenica 27 settembre 2020, dalle ore 20,30, in via Bottenigo – Marghera
davanti all’(ex) Petrolchimico e all’Ateneo degli Imperfetti

Attraverso il racconto dei protagonisti, operai delle imprese d’appalto e studenti di Lotta Continua Le canzoni di lotta con Monica Giori, Sergio Renier e il Coro degli Imperfetti
Le immagini dei 3 giorni in cui Marghera, con le barricate, è stata degli operai

É la più grande pagina di storia della lotta operaia di Marghera, alla pari dello sciopero antifascista della Breda nel ’43, dell’occupazione della stazione di Mestre dell’1 agosto 1968 degli operai del Petrolchimico e degli studenti di Venezia, delle lotte della Sava negli Anni 60 e della Chatillon del 1969. Ma la storiografia “ufficiale”, quella democristiana, socialista e comunista, ha deciso di ignorarla totalmente o, al massimo, citar-la come un episodio minore, avendo avuto come protagonisti operai senza blasoni politici, i “negri” delle ditte d’appalto, e studenti per niente in linea con i sindacati e i loro padrini politici.

Perciò ho deciso di dedicare a queste “Tre giornate” il posto d’onore nel libro La lotta continua, per ridare dignità e verità agli operai d’infimo livello, quelli che dovevano mangiare seduti a terra, fuori dalla mensa dove sedevano i loro colleghi chimici dipendenti della Montedison; quelli per cui (assaliti dalle camionette e fatti segno di lanci di proiettili lacrimogeni ad altezza d’uomo, alle 12, proprio davanti alla mensa affollata di operai del Petrolchimico) non valeva neppure la pena di fare un’ora di sciopero o di scomodare la Commissione Interna per calmare un vicequestore impazzito e un commissario con le bave alla bocca. Erano in buona parte giovani, come noi studenti, molti veni-vano dalla Riviera del Brenta, Cavarzere, Chioggia; solo i più anziani avevano in tasca un tessera sindacale e magari anche una qualche esperienza di lotte.
Ci si capiva al volo, come quando il Commissario “Ciccadoro” girava tra i picchetti sventolando un biglietto da 5mila lire che prometteva a chi gli diceva dove stavo nascosto. Ma ero a 10 metri da lui e gli operai mi coprivano e mi dicevano, ridendo: “Quasi quasi me li fasso dar, che ghe ne go propio bisogno”. Sono passati 50 anni, ma le condizioni degli extracomunitari, per esempio quelli che lavorano alla Fincantieri, è la stessa dei “negri” del 1970: precarietà, paghe da fame, caporalato, nocività e trattamenti incredibili.
Quindi non una semplice rievocazione, ma il racconto di come quei giovani hanno reagito e vinto, contro tutto e tutti, difendendosi dalla violenza quasI assassina delle forze del (dis)ordine, dalle bugie della stampa (ma non di Tina Merlin, presto sollevata dai servizi su Marghera per L’Unità) e persino dalla “scomunica” di LC da parte di don Armando Trevisiol (allora vice parroco di San Lorenzo a Mestre) e del patriarca Luciani, nemico dei preti-operai come degli universitari cattolici “sovversivi” della Fuci e della Comunità di San Trovaso.
Tutto questo è raccontato e documentato nel libro che servirà da traccia per la serata del 2 agosto.

Vi aspettiamo, Michele Boato

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Data:
27 Settembre
Ora:
18:00 - 20:00