Skip to main content

GRAVI PROBLEMI DI SICUREZZA PER GLI EDIFICI DI VIA ANDREA COSTA A MESTRE - di Michele Boato


Il Bando per il parcheggio a 4 piani interrati in via A.Costa a Mestre, tuttora visibile sul sito della Società comunale di mobilità AVM (ex ASM) comprende una postilla che ha provocato la rinuncia delle più grandi ditte specializzate in questo tipo di lavori:  relativamente alla sagoma e ai confini del parcheggio è scritto “disegno immodificabile”.

La rinuncia è stata motivata dal fatto che il disegno del bando prevede di arrivare con i lavori del garage a ridosso di alcuni palazzi, creando gravi rischi per la loro stabilità, essendo i palazzi costruiti con fondazioni di soli 2 – 3 metri e senza pali di fondazione.

Alla richiesta di poter allontanarsi di alcuni metri dai palazzi, AVM ha risposto che era impossibile, data la clausola di “immodificabilità” del disegno presente nel bando.

A quel punto c’è stata la rinuncia.

Ha vinto perciò una ditta di Marcon, la Rossi Renzo, piccola e senza grandi esperienze in questo campo di lavori.

 

Inoltre nel sito sono presenti tre falde, due delle quali interessano i lavori del manufatto che, arrivando alla profondità di circa 15 metri, sarà soggetto alla “spinta di Archimede” (quella che fa galleggiare le navi anche se pesantissime).

La legge e le buone pratiche ingegneristiche prevedono che il manufatto debba pesare almeno il 30% in più rispetto alla spinta idrostatica, per impedire che questa spinta dell’acqua di falda porti al “galleggiamento” del manufatto, con conseguente possibile rottura del fondo e una fontana di fango che, entrando nel garage, svuoterebbe le fondamenta dei palazzi circostanti. Un disastro.

L’aumento di peso si ottiene aggiungendo un “tappo di fondo” in cemento, come per esempio si è eseguito al di sotto del nuovo parcheggio per l’Università di Treviso.

Invece il progetto che ha vinto prevede un manufatto che  ha un peso praticamente uguale alla spinta idrostatica, ma non prevede alcun tappo di fondo, come ci è stato confermato martedì pomeriggio, dall’ingegnere della ditta Rossi, durante l’assemblea nel Municipio di Mestre.

Il costo di tale “tappo” si aggirerebbe attorno al milione di euro; la ditta li risparmia, dichiarando che proprio dalla profondità di meno 16 metri, fino a meno 30 “c’è un tappo di argilla che funge da tappo di fondo”.  Ma nessuno ha ancora potuto verificare le relazioni geologiche che lo dimostrano.

 

Lo stesso ingegnere, rispondendo ad una mia precisa domanda, ha affermato che il progetto esecutivo ora si è distanziato “di due metri rispetto all’edificio Venier” e di 2,5 metri sul lato est, motivando la modifica del confine del progetto  “per far lavorare le macchine”.

Così, ciò che è stato negato ad altre ditte in concorso, portando alla loro rinuncia, viene poi consentito alla ditta vincitrice, con gravi dubbi dal punto di vista legale

 

Michele Boato

Portavoce di AmicoAlbero