venerdì 31 maggio a Mestre Conferenza Stampa ABBATTIAMO IL BUCO DELLA MEMORIA e (di seguito) La Sortita e gli Ideali del '48
ore 12 a Mestre in via Pio X, davanti alla ex scuola De Amicis
AmicoAlbero e ass.Valdemare vi invitano alla Conferenza Stampa
ABBATTIAMO IL "BUCO" DELLA MEMORIA offesa alla storia di Mestre
SUBITO IL MUSEO CIVICO DI MESTRE
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Ricordiamo che mercoledì 22 maggio 2013 alle ore 18:30 in Mestre, via Col Moschin n.20, ha avuto luogo la consueta riunione di AmicoAlbero!! Prossimo incontro mercoledì 12 giugno
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INCONTRIAMOCITTAPERTA
domenica 19 maggio ore 17
Mestre, via Col Moschin 20 (traversa di via Sernaglia e via Felisati
300 da Stazione Fs)
Un invito all’ora del tè
il Centro culturale CittAperta ci accoglie, per trascorrere un paio d'ore assieme
con tè, dolci (anche fatti da noi in casa; se ne porti, sono graditissimi):
ore 17 > tè pasticcini e due chiacchere per conoscerci
ore 17.30 > CAMMINO DI SANTIAGO
Fiorenzo Zerbetto presenta, con video, letture e musica
il suo libro Piccoli-grandi miracoli del/nel Cammino di Santiago
Considerazioni, riflessioni, spunti, versi, testimonianza di un vissuto fuori dall'ordinario.
ore 18.30 > VIAGGIO IN PALESTINA
Giovanna Vavolo presenta, con proiezioni, il suo viaggio in Palestina nella agosto 2012
Incontro con i comitati popolari che usano solo la nonviolenza contro l'occupazione militare,
la devastazione del muro e l'esproprio delle loro terre
altre notizie nel sito www.ecoistituto-italia.org
FORTE MARGHERA:
Mercoledì 15 maggio al Candiani ha avuto luogo la seconda seduta delle commissioni consiliari sul piano di recupero di Forte Marghera.
Ci sono però alcuni punti critici al riguardo: L’incognita VAS (valutazione ambientale strategica) di competenza della Regione, e i parcheggi inseriti in zona tutelata.
Ci sarà sicuramente da discuterne, presentando le osservazioni entro il 2 giugno 2013.
Mercoledì 22 maggio alle ore 18,30 si tiene la consueta riunione di AmicoAlbero in Mestre, via Col Moschin n.20
Buon fine settimana a tutti!!
Associazione AmicoAlbero
Via Col Moschin, 20 - Mestre
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Carissimi AmiciAlberi,
lunedì mattina ha avuto luogo la conferenza stampa in via San Pio x per denunciare lo stato di totale abbandono dei luoghi in seguito alla contestatissima costruzione del cubo di cemento di Marinese, progettato da Caprioglio.
Cubo di cemento che in un sol colpo ha fatto sparire un prezioso e rigoglioso giardino in pieno centro, e che ha comportato la distruzione dei resti perfettamente conservati della antica peschiera di villa Giustinian (ora ex De Amicis) e della traccia residua del fossato del Castello di Mestre.
La conferenza stampa di lunedì 15 era incentrata anche sulla domanda che associazioni e cittadini si sono posti: dove sono andati a finire i resti degli scavi? Mattoni, pietre d’Istria, legname e una notevole scultura raffigurante probabilmente la faccia di Nettuno, comparsa all’improvviso di fronte all’ufficio vendite della Guaraldo per un certo periodo e poi misteriosamente scomparsa.
Qualche risposta, invero un po’ stizzita, è venuta fuori proprio da Caprioglio.
La “testa di Nettuno” sarebbe dentro al cantiere della De Amicis sotto la custodia della signora Marinese, mentre gli altri reperti sarebbero stati affidati alle archeologhe su direttiva della Soprintendenza.
Soprintendenza che nel 2010 dichiarava che tutti i resti (mattoni, legni, pietre d’Istria) erano conservati nel retro della De Amicis.
Evidentemente poi qualcosa è cambiato, perché lì non c’è quasi più nulla.
Qualcuno dice che siano nei locali del Comune di Venezia in quartiere Pertini; sarebbe utile saperlo con precisione, non si tratta di poco materiale: è tantissimo!
E’ quindi del tutto logico che associazioni e cittadini pretendano di sapere cosa c’era sotto il giardino di via San Pio x e dove il materiale recuperato è attualmente custodito, così come è un diritto/dovere degli stessi il rivolgersi agli organi preposti al controllo e alla tutela dei beni storici.
A questa conferenza stampa, faranno seguito altre iniziative per protestare contro questo ulteriore buco in pieno centro a Mestre.
Si può visionare il video caricato su youtube della conferenza stampa:
FORTE MARGHERA:
La V Commissione (congiunta alla IV Commissione, alla VI Commissione, alla VII Commissione e alla X Commissione) è convocata mercoledì 15 maggio 2013 alle ore 15:00 presso Centro Cultura Candiani - Piano 1 -
Saletta Seminariale con il seguente ordine del giorno:
- Prosecuzione dell'ILLUSTRAZIONE della DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE nr. 114 del 28-03-2013 "Piano di Recupero di iniziativa pubblica relativa al Compendio del Forte Marghera in località Mestre - Adozione"
IL PARCO DI MESTRE CENTRO – DAL SOGNO ALLA REALTA’? :
Questa, se sarà realizzata, sarebbe davvero una splendida iniziativa, da parte del Comune di Venezia.
Sembra che passo dopo passo si venga a definire il problema dell’ex ospedale Umberto I; se le cose andranno per il verso giusto, ci sarebbe l’orientamento per rendere usufruibile ai cittadini l’area verde all’interno dell’ex ospedale, spingendosi sino al ponte di Castelvecchio a fianco dei giardini di via Einaudi.
Ma è anche molto importante l’idea che, tramite l’utilizzo dei fabbricati lì esistenti, la Tiziano Vecellio venga abbattuta in buona parte e al suo posto venga ricreato il mitico Parco Ponci.
RICEVIAMO DALL’ ASSOCIAZIONE AMICO GIARDINIERE IL CALENDARIO DI INTERESSANTI INIZIATIVE:
Care amiche e amici giardinieri,
vi invito ai prossimi incontri di tarda primavera al Verde Ospitale (v.Pietro Berna 3 a Mestre, info 328 7021253) con ospiti e temi molto interessanti.
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Sabato 18 maggio, h 9.30 - 11.30: progettare e costruire una casa sull'albero. A seguire pic nic condiviso ed esplorazione dei prati alti del forte Carpenedo. Sogno di molti bambini e di bambini ormai cresciuti dedicheremo la mattinata allo studio di vari progetti di case sugli alberi, analizzeremo diverse tecniche per costruire senza danneggiare l'albero, ci arrampicheremo su alcuni olmi per valutare la fattibilità di un progetto di casa sull'albero che andremo a realizzare a fine giugno. Contributo 5 euro.
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Buona evoluzione verde,
Francisco Panteghini Cell. 328 7021253
Per ora è tutto, grazie per l’attenzione.
Associazione AmicoAlbero
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CONFERENZA STAMPA AMICOALBERO-VALDEMARE:
Carissimi AmiciAlberi, il degrado e l’abbandono di Mestre Centro, dopo le roboanti promesse di riqualificazione tramite il famigerato Piruea Cel-Ana, che hanno invece portato ad una situazione ai limiti del sopportabile, deve finire.
Ma per farlo, bisogna mettere un po’ d’ordine, cosa che l’amministrazione comunale ha dimostrato di non esserci riuscita.
Cominciamo allora noi cittadini a iniziare a fare questo ordine e a pretenderlo.
Possiamo partire, ad esempio, con il mistero dei resti storici rinvenuti durante gli scavi per le fondamenta di quell’orrendo cubo incompiuto di sette piani che ora giace in via San Pio x, defunto ancora prima di nascere.
E allora si torna a protestare nel centro città: AmicoAlbero e Valdemare faranno sentire la loro voce dove l’ennesimo Sacco di Mestre, grazie al trio Cacciari-Marinese– Caprioglio, si è a suo tempo compiuto:
Lunedì 13 maggio 2013,
alle ore 12
davanti alla ex Scuola De Amicis di Mestre, via San Pio x
le associazioni
AmicoAlbero e Valdemare
invitano alla
CONFERENZA STAMPA
con ampia documentazione fotografica
IL MISTERO DEI REPERTI ARCHEOLOGICI SCOMPARSI
Dopo il “furto” del Parco di via Pio X,
operato dalla Amministrazione Comunale di Venezia,
in collaborazione con la ditta Guaraldo della famiglia Marinese,
stiamo assistendo ad una serie di altre misteriose sparizioni,
su cui le associazioni AmicoAlbero e Valdemare
hanno fatto precise segnalazioni alle Autorità giudiziaria, di pubblica sicurezza
e alla Sovrintendenza ai Beni Culturali Ambientali,
che ora vengono rese pubbliche.
Tutti i cittadini interessati alla tutela e al decoro della nostra Mestre, sono invitati a partecipare!!!!!
FORTE MARGHERA:
Giovedì 9 maggio in Municipio a Mestre si è riunita la commissione con all’ordine del giorno l’adozione del piano di recupero di Forte Marghera.
Erano presenti anche numerosi partecipanti al Gruppo di Lavoro per Forte Marghera… stella d’acqua, per verificare lo stato delle cose e per intervenire nella discussione.
Da quello che si è capito, sembrerebbe allontanato il pericolo di cedere in blocco il forte a un singolo investitore privato, mentre verrebbe privilegiata la soluzione che vede il Comune di Venezia come unica guida su ciò che sarà il Forte e la sua gestione.
I cittadini presenti, si sono comunque lamentati del fatto che la partecipazione alle decisioni sul Forte è stata negata, nonostante mesi se non anni di impegno costante e a titolo volontario e senza alcun interesse di parte.
La riunione si è protratta oltre il termine previsto, alcuni consiglieri dovevano ancora esprimersi, e così è stato deciso di continuare la seduta in uno dei prossimi giorni.
Ma quello che conta è che il principio per il quale i cittadini devono potere dare il loro contributo sta iniziando a passare; si auspica che la costruzione del bando per la definizione del futuro di Forte Marghera, preveda veramente un bando partecipato, e non a senso unico su proposta di qualche assessore.
Per ora stiamo in attesa della riconvocazione delle commissioni.
Si allegano due articoli.
In attesa della conferenza stampa di lunedì, vi inviamo i nostri saluti.
Associazione AmicoAlbero
Via Col Moschin, 20 - Mestre
Ciao a tutti!
Ricordiamo che mercoledì 22 maggio 2013 alle ore 18:30 in Mestre, via Col Moschin n.20, si tiene la consueta riunione di AmicoAlbero!!
E vediamo ora un po’ di notizie su quanto abbiamo parlato l'8 maggio u.s..
GIOVEDI’ 9 MAGGIO 2013 ALLE ORE 9,30 IN MUNICIPIO A MESTRE – ILLUSTRAZIONE DEL PIANO DI RECUPERO PER FORTE MARGHERA:
Importante incontro nel quale verrà illustrata la delibera della Giunta Comunale n.114 del 28 marzo 2013 “ Piano di recupero iniziativa pubblica relativa al Compendio delo Forte marghera in località Mestre – Adozione”.
In vista di questo evento, la consigliera comunale Camilla Seibezzi appare in un articolo su Il Gazzettino, nella quale lamenta che la ditta immobiliare svizzero/tedesca MIB AG non sia stata tenuta in considerazione nonostante una congrua offerta per sistemare il Forte. Forte che sta crollando a causa dell’incuria, come lei stessa afferma.
La consigliera è stata la propositrice di questa società estera, ma abbiamo verificato che non è affatto vero che il progetto sia “indolore”.
Si parla del solito albergo di 3.000 mq, della solita speculazione immobiliare “un complesso residenziale strutturato su due piani su una superficie di circa 5.500 mq, di una scuola “la scuola internazionale Rudolf-Steiner di 3.500 mq”, parcheggi, ponti e quant’altro. Tra una cosa e l’altra parlano di 17.420 mq per nuovi edifici, e tutto questo per 99 anni di concessione!!!
Ma stiamo forse scherzando? La Consigliera Seibezzi si è per caso mai chiesta cosa desidera la cittadinanza? All’OST (Open Space Technology) tenutosi al Franchetti, è stato chiesto di non permettere un centimetro cubo di cemento in più oltre all’esistente, ma di ristrutturare ciò che già c’è ( ed è tantissimo!!!), in maniera intelligente.
Proprio domenica sera a Report si è potuto vedere un esempio di questa intelligenza applicata nel reale:
Troppo difficile e troppo bello che possa accadere a Venezia, vero?
Il tempo per predisporre il bando per il futuro del Forte che possa avvicinarsi a esempi illuminati come questi c’è, anche se il timore di un bando preconfezionato sui desideri dei cementificatori ad oltranza resta molto forte: non si deve dimenticare che al Gruppo di lavoro per Forte Marghera e a quasi 5.000 firmatari di una petizione per la costruzione di un bando in maniera partecipata anche dai cittadini è stata sbattuta in faccia la porta da parte delle istituzioni; su questo c’è chi potrebbe aprire un capitolo molto intenso e circostanziato.
Nell’articolo si conclude dicendo: “ e adesso, nonostante Forte Marghera continui a rappresentare una sfida spendibile a livello mondiale per la vicinanza a Venezia, quei 60 milioni messi sul piatto rischiano di essere persi”.
Ma… siamo sicuri che i mestrini lo vogliano veramente quel piatto, o preferiscano potersi godere appieno il loro Forte, senza vincoli o sudditanze con nessuno? Si crede davvero che vogliano fare la fine dei veneziani? Andate a leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano del 6 maggio, se avete un attimo di tempo.
Giovedì ne sapremo qualcosa di più; ed è bene che i cittadini si informino di cosa potrà uscire dal cilindro magico del nostro comune, prima che ci vengano a dire, come al solito: “ peccato, siete arrivati troppo tardi”.
BIOLOGICO A KM ZERO- IL VIDEO INTEGRALE DELL’INCONTRO:
Domenica 5 maggio per la serie di incontri “IncontriamoCittAperta”, è stato sviluppato l’argomento del BIOLOGICO A KM ZERO, filiera corta, contesti solidali locali, territorio e ambiente.
Emanuele Gosamo ha presentato il libro "Bio a Km 0" dalla sua tesi di laurea, vincitrice del Premio Laura Conti 2011 indetto da Fondazione Icu e Ecoistituto del Veneto.
Ne hanno quindi discusso con i presenti Andrea Giubilato (azienda bio La vera Terra), Maurizio Galvan (az. bio Orto Arcobaleno), Piergiorgio de Filippi (az.bio Il Rosmarino), Andrea Grando (az.bio Biogatta); Giulio Labbro Francia (Movimento dei Consumatori).
Ecco il link:
Buona visione.
POVERI ALBERI!!!!!!!!!!!!!!!!
La silenziosa ma continua strage di alberi, le potature fuori tempo massimo, sono un argomento di cui se ne parla fino alla noia; ma non ci si deve annoiare, semmai ci si deve indignare per questo stillicidio continuo.
Certo, gli alberi abbattuti saranno rimpiazzati, questo è un impegno importante e preciso del Comune di Venezia.
Vedete, alla rotonda di San Giuliano, c’erano dei bellissimi alberi ad alto fusto. Per il tram (si, sempre lui, il famigerato killer degli alberi in città) sono stati abbattuti. Per dare spazio ad una rotonda di asfalto e cemento.
Alcuni cittadini se ne sono accorti subito, hanno chiesto aiuto. Ma ormai anche qui le cose sono state decise da molto tempo, e chi se ne frega di qualche albero di meno…
Verranno reimpiantati. Non gli stessi, belli grandi come erano: quelli nessuno ce li potrà più restituire.
Saranno però reimpiantati chissà dove, probabilmente piccolini, magari lasciati morire per la siccità e per mancanza di finanziamenti per dargli da bere adeguatamente, come è successo nel 2012? Speriamo proprio di no, e per questo confidiamo nella costante attenzione dell’Assessorato all’Ambiente; i cittadini vogliono che gli alberi vengano impiantati in città, in ogni spazio possibile, ben visibili, e di dimensioni accettabili.
Se gli venisse chiesto, siamo certi che sarebbero anche disposti a prendersene cura.
Che dire poi delle potature effettuate fuori stagione, al di fuori di ogni sensato protocollo? Lo denuncia la LIPU, documentando e denunciandone i fatti.
Insomma, il senso di essere circondati sempre di più dal cemento, la percezione che la nostra città di avvii sempre di più verso un unico enorme buco nero, di cui si intravedono le prime inquietanti avvisaglie tra l’ex ospedale Umberto I e via San Pio X, si fa sempre più forte.
Forza Alberi!
Associazione AmicoAlbero
Via Col Moschin, 20 – Mestre
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Tra questa e la prossima settimana ci sono numerose iniziative che meritano attenzione, e informazioni varie, che descriviamo di seguito.
Domenica 5 maggio ore 17
IncontriamoCittAperta
BIOLOGICO A KM ZERO
filiera corta, contesti solidali locali, territorio e ambiente
al centro CittAperta, via Col Moschin20, angolo via Felisati, a 300 m dalla stazione di Mestre
ore 17 tè, biscotti e dolci (fatti in casa, sono graditi) per conoscerci
ore 17.30 Emanuele Gosamo presenta il libro "Bio a Km 0" dalla sua tesi di laurea,
vincitrice del Premio Laura Conti 2011 indetto da Fondazione Icu e Ecoistituto del Veneto.
Ne discutono con i/le presenti
Andrea Giubilato (azienda bio La vera Terra), Maurizio Galvan (az. bio Orto Arcobaleno),
Piergiorgio de Filippi (az.bio Il Rosmarino), Andrea Grando (az.bio Biogatta); Giulio Labbro Francia
(Movimento dei Consumatori).
Sono invitate tutte le persone interessate ad una economia sana, locale,
che sostiene i GAS - Gruppi d'Acquisto Solidali
altre informazioni in Tera e Aqua di aprile-maggio e nel sito www.ecoistituto-italia.org
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Il giardino dei ciliegi, ossia la manomissione di un parco pubblico:
Molti ricorderanno tra settembre e ottobre la contestazione di cittadini contro la distruzione dei giardini “Bosco di Mestre” per dare spazio al cantiere privato dei Furlan per la costruzione del multiplex progettato dal Caprioglio.
Grande è stata la rabbia dei mestrini nel vedere calpestato l’ennesimo giardino di Mestre centro, tanto da riaprire il ricordo di quanto lo stesso Caprioglio aveva fatto in via San Pio x, ossia la distruzione totale dei Giardini.
Per cautelarsi da questa ennesima manomissione, è stato imposto al Caprioglio di espiantare un certo numero di alberi, reimpiantandoli provvisoriamente in altro luogo, in attesa del termine dei lavori del multiplex, obbligando quindi il privato a restituire il Bosco di Mestre tale quale come era, così come risulta dal documento che alleghiamo del 12 ottobre 2012
Veniamo adesso informati dalla stampa che è intenzione del Caprioglio di riempire il giardino con alberi di ciliegio, della varietà che fa più fioriture in un anno; conoscendo molto bene il comportamento del Caprioglio nei confronti del verde pubblico, pretendiamo che il permesso di costruire del multiplex, che prevede espressamente la ricostituzione del Bosco di Mestre tale e quale a come era venga assolutamente rispettato e che il Bosco di Mestre, così chiamato in quanto sapientemente costruito per ricordare ai cittadini come era in tempi lontani la nostra vegetazione, venga ricostruito tale e quale a prima.
Invitiamo gli Amministratori, i tecnici e tutti i cittadini che hanno a cuore il verde pubblico di sorvegliare con la massima attenzione certi colpi di mano.
A ricordo delle manifestazioni contro la distruzione dei giardini, troverete qui di seguito tre link:
manifestazione del 30/09/12:
manifestazione del 07/10/12:
manifestazione del 20/10/12:
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Democrazia partecipata – giovedì 2 maggio 2013 Municipio di Mestre ore 17,30:
Ai cittadini, alle cittadine, alle associazioni
Regolamento degli Istituti di Partecipazione del Comune di Venezia
Uno strumento a disposizione di tutti per partecipare al governo della città
Giovedì 2 maggio ore 17.30 in Municipio di via Palazzo a Mestre
Giovedì 9 maggio ore 17.30 in Municipio a Ca’ Farsetti a Venezia
La Prima Commissione del Consiglio Comunale di Venezia illustra ai cittadini e alle associazioni veneziane la bozza del Regolamento attuativo degli Istituti di partecipazione previsti dallo Statuto Comunale.
Saranno raccolte eventuali proposte prima del passaggio in Consiglio Comunale per l'approvazione.
Il Coordinamento Io Decido ha promosso fin dall'inizio il percorso di inserimento del metodo della democrazia partecipativa nello Statuto e, nel ringraziare i consiglieri che hanno lavorato perché questo potesse concretizzarsi, invita i cittadini a contribuire a dargli attuazione pratica.
Ci sono molti temi su cui i cittadini si sentono responsabilmente chiamati a intervenire: durante le due riunioni si raccoglieranno esigenze e proposte in merito.
La bozza di Regolamento è consultabile http://iodecido.blogspot.com
per osservazioni https://sites.google.com/site/fareparte/home/regolamento
Coordinamento Io Decido
coordinamento.io.decido@gmail.com
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Incontro IO VIVO VEGAN venerdì 3 maggio a Venezia:
Si comunica l'incontro “IO VIVO VEGAN - il buon cibo che rispetta gli animali, l'ambiente e favorisce la salute", che si terrà venerdì 3 maggio alle ore 17 nella Sala San Leonardo (Venezia - Cannaregio - nei pressi del Ponte delle Guglie).
L'iniziativa, promossa da Animali in città, Associazione Vegetariana, Gruppo Veganzi e LAV di Venezia, con il patrocinio del Comune di Venezia - Assessorato all'Ambiente, vedrà la partecipazione di Red Canzian (compositore, bassista e cantante dei Pooh, che da anni ha intrapreso la scelta vegana), di Helga Vincenti (LAV di Padova, medico, esperta in diritti animali) e di Francesca Pacchiele (LAV di Venezia, esperta in chimica degli alimenti).
Per informazioni: Cristina Romieri - Associaz. Vegetariana - 340.3623723
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Nuove adesioni alla proposta di Contratto di Fiume Marzenego – Osellino:
Continuano ad aumentare le adesioni alla proposta di Contratto di Fiume per il Marzenego – Osellino.
Oltre ad alcune adesioni personali (ad esempio, alcuni consiglieri provinciali hanno manifestato l’appoggio al CdF), alcune associazioni hanno sottoscritto la proposta del CdF Marzenego – Osellino:
• Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua
• LIPU Venezia
• Verdi Ambiente Società
• Gruppo di iniziativa per la salvaguardia e l'utilizzo pubblico di Forte Carpenedo
Ass. alle politiche ambientali della Provincia di Venezia avv. Paolo Dalla Vecchia; Ass. alla Protezione Civile della Provincia di Venezia Giuseppe Canali; Ass. alle politiche ambientali della Provincia di Treviso Alberto Villanova; Ass. alla Protezione Civile della Provincia di Treviso Mirco Lorenzon; Ass. alle Politiche Ambientali del Comune di Venezia dott. Gianfranco Bettin; Ass. alla Sicurezza del Territorio del Comune di Venezia prof. Pierfrancesco Ghetti; Ass. alla Protezione Civile del Comune di Loreggia Livio Genesin, Ass. alla Protezione Civile del Comune di Piombino Dese Ilario Livieri, Ass. alla Protezione Civile del Comune di Trebaseleghe Roberto Morello, Ass. all’ambiente del Comune di Massanzago Giorgio Costacurta, Ass. all’ambiente del Comune di Noale Renato Damiani, Ass. all’ambiente del Comune di Salzano Daniele Masiero, Ass. all’ambiente del Comune di Martellago Serenella Vian; Direttore del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive ing. Carlo Bendoricchio; Direzione Difesa del Suolo della Regione del Veneto; Ass. Difesa del Suolo della Regione del Veneto Maurizio Conte; Genio Civile Unità di progetto Genio Civile di Venezia; Distretto Idrografico delle Alpi Orientali; Gestore del Sistema Idrico Integrato Veritas Spa; Magistrato alle Acque di Venezia.
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Forte Mezzacapo inizia la stagione delle mostre d'arte:
Convegno:
“AI CONFINI DELLA CITTA'. INCONTRI SUL PAESAGGIO INTORNO A MESTRE”
Sabato 4 maggio 2013 alle ore 17,30
I cittadini sono invitati all’inaugurazione della personale di pittura di Toni Trevisan
Dopo il paesaggio il paesaggio, “paesaggire”
Presenta: Ivo Prandin
che si terrà Sabato 4 Maggio 2013 alle ore 17,30
Via Scaramuzza, angolo Via Gatta a Zelarino (VE)
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Sabato 4 maggio a Venezia, : il Mose incontra il mare (vedi allegato):
Dalle 9.30 alle 13 un importante convegno sul Mose, a Cà Farsetti.
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LA MASCALZONATA DI VIA SAN PIO X - nasce una piccionaia:
Così ben definita da un assessore, continua la storia del palazzo di via San Pio x; già se n’era fatto cenno parlando dei ciliegi di piazzale Candiani; il fatto è che gira e rigira c’è sempre di mezzo il Caprioglio.
Questa volta troviamo su Il Gazzettino un articolo a piena pagina, ed è la seconda volta nel giro di poco tempo, nel quale viene lamentato il gravissimo stato d’incuria del palazzo voluto e progettato dal Caprioglio, di proprietà Lorenzo Marinese e della sua Guaraldo spa.
Dopo il danno, la beffa, per i cittadini mestrini, che continuano a pagare molto caro quanto imposto dal trio Cacciari-Marinese-Caprioglio e da buona parte del consiglio comunale.
Noi continuiamo ad insistere: è ora che quell’incubo di cemento venga abbattuto, ripristinando il verde e la storia calpestata dalle smanie cementificatrici di pochi “potenti-prepotenti”.
Non smetteremo mai di dirlo, e continueremo a farci sentire contro questo scempio.
Alla prossima.
Associazione AmicoAlbero
Via Col Moschin, 20 - Mestre
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Ricordiamo gli argomenti trattati,
LUNEDI’ 22 APRILE 2013 AL MUNICIPIO DI MESTRE:
Lunedì 22 aprile 2013 alle ore 18,30 in via Palazzo – Municipio di Mestre ha avuto luogo la cerimonia per il riposizionamento della medaglia d’oro conferita alla Città di Mestre nel 1898 sul gonfalone di Mestre.
E’ doveroso ringraziare il Gruppo Valdemare che tanto si è speso per fare ricordare al Comune di Venezia dell’esistenza di quella lontana e prestigiosa onorificenza, e il Comune stesso che ne permetterà la ricollocazione.
INAUGURATO A SPINEA IL BOSCO DEI NUOVI NATI:
Sabato 13 aprile a Spinea è stato inaugurato il bosco dei nuovi nati, per la cui creazione si è dedicato il comitato Difesa Ambiente e Territorio di Spinea; ecco qui di seguito il link:
http://comitatoambientespinea.blogspot.com/2013/04/bosco-nuovi-nati-spinea.html
CONTRATTO DI FIUME PER IL CORSO D’ACQUA MARZENEGO-OSELLINO:
Si allega alla presente il documento finale, una lettera aperta con cui varie associazioni e i comitati territoriali veneziani intendono promuovere l’adozione di un Contratto di Fiume per il corso d’acqua Marzenego – Osellino.
Nel documento si spiega, in modo sintetico, cos’è un Contratto di Fiume e perché si vorrebbe esperire questo laboratorio sul fiume Marzenego – Osellino.
L’ obiettivo è di sollecitare un pronunciamento da parte della Provincia di Venezia e del Comune di Venezia, per incentivare il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive all’esperimento di questo strumento di gestione sostenibile, condivisa, partecipata del corso d’acqua.
VENERDI’ 19 APRILE 2013 ALLE ORE 19:30 CONVEGNO “IL FUTURO DI VENEZIA” ORGANIZZATO DAL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA DELLA UNIVERSITA’ DI CA’ FOSCARI:
Venerdi 19 aprile 2013 alle ore 19:30 si è tenuto all’auditorium S.Margherita il convegno organizzato dal dipartimento di Economia dell’ Università di Cà Foscari che ha come argomento il futuro di Venezia; sarà anche proiettato il documentario “Teorema Venezia”.
E infine ecco il nuovo video della mobilitazione del Comitato NOGrandiNavi - Laguna Bene Comune :
del 14 aprile 2013 …. Giornata Ecologica
realizzato da Loredana Spadon e Massimo Zennaro
Alla prossima!!
Associazione AmicoAlbero
Un altro Lido è possibile: al Consiglio di Stato contro il Comune di Venezia e si salva Cà Roman dalla cementificazione!!!
Certo che non è un gran spettacolo quello di questi ultimi tempi, che vede associazioni, comitati, cittadini, a dover lottare legalmente contro i propri amministratori per impedire la distruzione dei beni comuni.
E’ successo per salvare Cà Roman dalla speculazione; i cittadini hanno dovuto autotassarsi e giungere fino al giudizio del Consiglio di Stato per preservare i luoghi che chiunque avrebbe salvaguardato dalla speculazione. Chiunque, meno che il Comune di Venezia. Un bellissimo segnale anche questo che finalmente le cose iniziano a cambiare, anche se al costo di enormi fatiche.
Ecco il comunicato del Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido di Venezia:
Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza presentata il 26 marzo scorso, ha accolto l’appello presentato da Italia Nostra per una sospensiva dei lavori a Ca’ Roman. Secondo le Associazione ambientaliste l’inizio dei lavori avrebbe comportato la distruzione dell’ambiente e del paesaggio (il progetto prevede la realizzazione di 11 delle 42 ville in un ‘area di “elevato interesse naturalistico”), vanificando così il ricorso presentato al TAR. Nella Sua ordinanza, il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la modifica allo stato dei luoghi avrebbe comportato un “danno grave e irreparabile” al sito. Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Lido, ha svolto un ruolo di primo piano nella difesa di Ca’ Roman, prima presentando insieme alla LIPU le osservazioni al “piano di recupero” e poi garantendo il supporto tecnico ed economico a Italia Nostra nei ricorsi intrapresi. Salvatore Lihard, portavoce del Coordinamento, ha dichiarato: ”Il riconoscimento del Consiglio di Stato è importante per le Associazioni ambientaliste e per tutti i cittadini che hanno a cuore il bene comune. Da domani potremo affrontare con fiducia i prossimi, impegnativi passaggi legali che ci aspettano. Da domani è più concreta la possibilità di preservare Ca’ Roman dalla speculazione edilizia”.
FORTE MARGHERA: NASCE IL PIANO DI RECUPERO
Il 28 marzo 2013 la Giunta approva il piano di recupero del Forte Marghera..Il Piano di Recupero è stato predisposto dagli uffici tecnici dell’assessorato all’Urbanistica con la supervisione della Soprintendenza, attribuendo ad ogni edificio la sua potenziale destinazione d’uso. E presto dovrebbe vedere la luce anche il bando per gestire gli spazi. Si auspica che questo bando, così come richiesto dalle quasi 5.000 firme di cittadini raccolte dal Gruppo di Lavoro per Forte Marghera, venga condiviso e discusso con la città per avvicinarsi il più possibile alle Linee Guida scaturite dall’OST (Open Space Technology) che hanno definito quali sono le volontà dei moltissimi cittadini che vi hanno partecipato.
POTATURE DEGLI ALBERI- RICHIESTA DELLA L.I.P.U. DI CHIARIMENTI SU INTERVENTI A MESTRE E A MARGHERA:
La LIPU ha presentato una richiesta di chiarimenti in merito alle potature effettuate nel comune di Venezia, a Mestre e a Marghera:
Oggetto: L..I.P.U./BirdLife Italia, Sezione di Venezia, tutela verde urbano, richiesta informazioni in merito a una potature non conformi ed in contrasto con la vigente normativa eseguite nelle Municipalità di Venezia - Mestre e Venezia- Marghera.
RISCHIO STOP AI CANTIERI DEL CANDIANI:
I lavori per costruire il multiplex dei Furlan, progettato da Caprioglio, e fortemente contestato da moltissimi cittadini soprattutto per il fatto di avere distrutto (si spera possa tornare presto come era) il giardino pubblico al suo fianco, iniziano ad avere le prime grane.
Questa volta il problema è nella sede dei ragazzi della sala prove Monteverdi. Pare che nessuno abbia pensato dove metterli. A suo tempo erano stati privati della Monteverdi di via San Pio x per lasciare spazio all’incompiuto, quel cubo di vetro e cemento voluto dal trio Cacciari-Marinese-Caprioglio finito miseramente nell’attuale degrado, e trasferiti al Candiani, negli edifici bassi.
Ora la il proseguimento dei lavori li sfratterà dal loro nuovo posto, solo che al momento nessuno sa dove. Nel frattempo l’assessorato all’Ambiente ricerca di una sistemazione, che però non pare sia semplicissima da trovare.
E’ da sperare che la cosa possa avvenire al più presto, altrimenti si rischia di avere l’ennesimo cantiere fermo in centro a Mestre.
LA NUOVA BARRIERA VERDE IN TANGENZIALE:
Nei giorni scorsi sono usciti alla luce gli studi sulla salute dei cittadini che vivono in prossimità della tangenziale. E questi dati sono veramente spaventosi.
E’ necessario che vengano presi immediati provvedimenti per fermare questa infernale fabbrica di malattie. L’assessore Bettin chiede un corridoio ecologico, Michele Boato di AmicoAlbero propone una vera barriera alberata.
Una soluzione potrebbe essere quella di declassare la tangenziale ad uso esclusivamente locale; le attuali tre corsie per senso di marcia potrebbero diventare una o due, e il resto utilizzarlo a verde, come è già stato fatto in altre città, aggiungendo, magari, un percorso ciclabile.
Alla prossima.
ASSOCIAZIONE AMICOALBERO
VIA COL MOSCHIN, 20 - MESTRE
Cari AmiciAlberi,
siamo lieti di offrirvi la visione integrale dell’incontro di domenica 24 marzo:
Domenica 24 marzo 2013 ha proseguito l'iniziativa "INCONTRIAMOCITTAPERTA " a Mestre in via Col Moschin 20. Ha esordito Luciana De Fanti dove si è rivelata, oltre che "La Maestra di Danza Classica", conosciutissima a Mestre e non solo, una amante degli animali, soprattutto quelli svantaggiati. Il suo intervento è sicuramente da ascoltare. Alla sua introduzione, è seguito il balletto "Uccelli" sulle note della "Barcarola" di Offenbach, eseguito da quattro bravissime e giovani allieve di ACAD - Centro regionale della danza, da lei diretto:
Febe Corba, Angela Lamanna, Matilde Lavagna e Costanza Salamanca.
La seconda parte dell'incontro ha visto Macri Puricelli, giornalista e animalista, accompagnata dalla suggestiva musica celtica di Marco Scapin presentare il suo libro
DI BESTIALE BELLEZZA - ITINERARI TRA ANIMALI, SASSI E ACQUE IN UN VENETO RITROVATO
assieme a Toio de Savorgnani, forestale e educatore, protagonista del capitolo "Bramiti d’amore in Cansiglio".
Gli altri capitoli, con proiezione di splendide immagini, sono:
Padova. La rocca del falco; Rovigo. Sul Delta del Po con i fraticelli;
Venezia. La laguna in rosa; Verona. Il dolce Peso della cicciona;
Treviso. Il Sile delle cicogne; Vicenza. Mucche in cammino.
Auguriamo a tutti una buona visione.
Peccato che dopo tutte queste cose belle, dobbiamo tornare a quelle davvero fastidiose: il palazzo di cemento Marinese, in centro a Mestre
Su Il Gazzettino è apparso un lungo articolo riguardante la ormai tristemente nota “Torre di San Lorenzo”, ossia quel pessimo esempio di cementificazione a tutti i costi, per fare contenti ben pochi e non si capisce per cosa. Abbiamo sempre detto che l’operazione Piruea Cel Ana, imposta dall’ allora sindaco Massimo Cacciari, con il plauso di troppi amministratori, molti dei quali ancora ben radicati e presenti nella scena politica, con la mano del Caprioglio, il progettista, e dei costruttori Marinese e consorte, quali cementificatori, era una iattura per tutti.
Ed è stata purtroppo facile profezia… al posto di un bellissimo giardino, al posto dell’antico Fossato del Castello di Mestre, al posto di una splendida peschiera di fine ‘600 è sorto un orrendo corpo estraneo, che fa tutt’ora pessima vista in pieno centro, che chiama degrado su degrado, e che preoccupa oltremodo i residenti e i mestrini tutti.
Tipico esempio di un modo di pessimo governo che speriamo sia in via di estinzione, anche se purtroppo i colpi di coda sono ancora ben presenti, pericolosi e visibili, con decisioni assurde prese dall’alto, infischiandosene bellamente della volontà dei cittadini, sempre calpestata e esautorata.
Una sola cosa sensata potrebbero fare quei signori che ancora siedono nelle loro “poltrone”: fare abbattere quell’insulto alla nostra Città e ripristinare il giardino!
FORTE MARGHERA
Altra cosa estremamente fastidiosa, è ciò che sta accadendo a Forte Marghera.
Abbiamo come la sensazione, e saremmo ben lieti di essere poi smentiti dai fatti, che lo stato di degrado che contraddistingue attualmente il Forte, a questo punto, faccia parte di un ben congegnato disegno.
Perché abbiamo questa sensazione? Perché l’avere portato allo stato attuale di disfacimento tutto ciò che a suo tempo era stato consegnato in perfette condizioni potrebbe essere nient’altro che un sistema per poi costringere, come sta accadendo, a ingenti spese per il ripristino dello stato originario.
Un sistema per concedere quindi nuove edificazioni quale contropartita, idea alla quale già dai tempi di Impregilo i cementificatori ci stavano sbavando dietro, un sistema per fare diventare il Forte un luogo di elite, non più un luogo dei cittadini per i cittadini, così come è stato richiesto recentemente e a gran voce durante e dopo l’OST (open space tecnology).
Ma anche qui, gli amministratori tengono i cittadini alla larga: guai dare loro spazio; guai dare valore alle 5.000 firme che chiedevano una scelta sul futuro del luogo partecipata... ed ecco allora un anno di corse affannose da un consigliere all’altro, da una istituzione all’altra, per chiedere invano di cambiare registro.
Così infatti non è stato, e fortissima è la preoccupazione di tutti i cittadini che si stanno dedicando alle sorti del Forte.
Ma siamo certi che questi cittadini continueranno a vegliare con la massima attenzione, e che interverranno per ristabilire la verità quando sarà il momento giusto.
Per ora è tutto, a presto.
Associazione AmicoAlbero
Via Col Moschin,20 - Mestre
La Sortita e gli Ideali del “48
Quella di sinistra, al comando del colonnello D’Amigo doveva raggiungere Fusina via acqua, quella del centro, comandata dal colonnello Morandi, doveva percorrere la strada ferrata e ‘Ideale’ è una parola decisamente fuori moda da almeno 30 anni. Oggi si sente parlare di mercati, affari, flessibilità, competitività, spread.
Nei primi decenni dell’Ottocento, fondata su ben altri valori, prendeva avvio una vicenda storica nota come Risorgimento e celebrata recentemente con i 150 anni dell’Unità d’Italia; una vicenda animata dalle riflessioni di intellettuali come Cattaneo, Foscolo, Gioberti, Mazzini, Nievo, Settembrini, sostenuto nella fase iniziale addirittura dal Pontefice Pio IX, che vide protagonisti uomini d’arme come Garibaldi, i Fratelli Bandiera, Pepe, Pisacane e che seppe coinvolgere consistenti strati della popolazione in un sogno divenuto poi realtà. Nessuno credo abbia nostalgia della dimensione drammaticamente cruenta dei grandi fatti che resero possibile l’indipendenza del nostro paese dalla dominazione straniera, eventi che dovrebbero costituire un esempio chiaro di come un’ideale sappia smuovere gli intelletti dall’apatia mentale, consentendo al popolo di determinare il proprio destino.
La Rivoluzione Veneziana, momento significativo del Risorgimento, non fu indirizzata contro lo ‘straniero’ bensì rivolta ad affermare il diritto all’autodeterminazione dei popoli, alla quale parteciparono molti ‘stranieri’ come Svizzeri e Polacchi e centinaia di ‘foresti’ Napoletani, Lombardi e Romagnoli.
Durante i 17 mesi della Repubblica Veneziana di Daniele Manin si svolse una battaglia memorabile, la Sortita di Mestre, che contribuì certamente a sollevare lo spirito dei molti patrioti che in varie parti d’Italia lottavano per l’Unità e l’Indipendenza. Il 27 ottobre 1848, circa 2000 volontari, suddivisi in 3 colonne, mossero da Venezia e dal Forte Marghera, conquistato dai Mestrini il 22 marzo, per attaccare le postazioni austriache situate a Mestre.quindi sgomberare le truppe austriache trincerate nella stazione ferroviaria, quella di destra, guidata la colonnello Zambeccari, aveva il compito di occupare il Piazzale delle Barche avanzando lungo il Canal Salso. Dopo un furioso combattimento sul Ponte della Campana (attuale Via Poerio) la guarnigione austriaca fu allontanata da Mestre. Furono fatti prigionieri 500 soldati nemici e conquistati vari trofei tra cui 5 cannoni, 6 cavalli, carri, bagagli, documenti del generale austriaco Mittis. Dopo qualche giorno il generale Pepe passò in rassegna in Piazza San Marco le truppe che avevano preso parte alla battaglia “fra il delirante entusiasmo dei Veneziani, che non si stancavano mai di ammirare i trofei della vittoria”.
Nel 1898 fu stampata una pubblicazione, che commemorava il 50° anniversario dei “Fatti memorandi “ del 1848, nella quale viene descritta la Sortita di Mestre.
Riportiamo qui integralmente il testo di tale descrizione, nella quale la dimensione ideale prevale sul dramma che ogni fatto d’arme comporta; un testo che va letto tenendo ben presente la diversità tra i moduli espressivi attuali e quelli del tempo, che possono apparire oggi intrisi di retorica. Ci sia consentito di sperare che questa pagina di storia possa insegnare che, con i nuovi strumenti che la democrazia e la tecnologia ci mette a disposizione, se animati da un forte ideale si può divenire artefici e protagonisti del proprio destino.
“COMITATO GENERALE PER LA COMMEMORAZIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DEI FATTI MEMORANDI MDCCCXVIII-XLIX”
LA SORTITA DI MESTRE (27 OTTOBRE 1848)
Questo fatto d' armi, il più memorabile fra i molti avvenuti durante 1' assedio di Venezia, dovrebbe più logicamente intitolarsi la sortita da Marghera. Ma la Storia lo volle segnare ne’ suoi fasti col nome di Mestre, poiché fu là ove più terribile si svolse la pugna, perchè fu là ove il valore dei volontari italiani rifulse di purissima gloria. Quella giornata meriterebbe lunga e minuziosa illustrazione, ma il carattere sintetico di questa pubblicazione ne obbliga ad un rapido cenno. Il 25 ottobre il maggiore Radaelli presentò allo Stato Maggiore generale un piano per la progettata sortita. (1 ) Si convenne che il mattino del 27, il nemico sarebbe stato attaccato su tutta la linea.
All' alba del 27 il comandante in capo, generale Guglielmo Pepe si trovava a Marghera, circondato dal suo stato maggiore, per osservare le mosse delle tre colonne d' attacco.
Le tre colonne d’attacco
Quella di sinistra, comandata dal colonnello D'Amigo, veniva su barche ed era preceduta da piroghe e cannoniere. Doveva sbarcare a Fusina, respingere il nemico e marciare su Malcontenta e sulla Rana. Quella del centro, comandata dal colonnello Morandi, aveva l’incarico di sloggiare il nemico, trincerato alla stazione di Mestre ed, infine, quella di destra, guidata dal colonnello Zambeccari, doveva forzare l'ingresso di Mestre dalla parte del Canal Salso. Il nemico forte di circa 3000 uomini, comandati dal generale Mittis, disponeva di sufficiente artiglieria, mentre i nostri non avevano che due soli cannoni, i quali giunsero anche in ritardo.
Avvenimenti della storia europea lungo il Canal Salso (rev. 20101125)
Le testimonianze storiche (Ponte di Marghera - 1588, Cava Gradeniga - 1362, Posta Antica-Garage Reale - 1615), delle quali si vuole promuovere la tutela e la valorizzazione, sono situate nello spazio di circa 2400 metri. Esse, tuttavia, sono legate, direttamente od indirettamente, a vicende di rilievo internazionale svoltesi in ambiti geografici di ben più ampie dimensioni, a grandi avvenimenti della storia italiana ed europea che si intende qui documentare al fine di evidenziare il rilevante valore storico-testimoniale di detti manufatti. Fatti noti e meno noti come:
la realizzazione della via Annia nel 131 a.C., che collegava Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia, ad opera del pretore T. Annio Rufo,
episodi della Guerra di Chioggia (1378),
vicende ed aspetti della storia postale veneta ed austriaca,
il rapporto tra l’allontanamento dei fiumi dalla laguna e le trasformazioni urbanistiche dell’antica Marghera (attuale Forte Marghera) e Piazza Barche,
le ripercussioni della Guerra Di Morea sulla repressione del contrabbando lungo la Cava Gradeniga (Canal Salso),
l’assedio austriaco a Forte Marghera preso per iniziativa della Guardia Civica di Mestre il 22 marzo 1848,
il ruolo del Canal Salso nella difesa del forte dall’assedio austriaco,
la concessione di Vittorio Emanuele III di innalzare lo stemma dei Savoia sulla facciata del Garage Reale concepito come “la porta d’ingresso dei grandi percorsi europei”,
l’attentato alla sede della questura c/o la Posta Antica (1944), episodio dell’epopea partigiana a Mestre.
Mutatio “Ad Nonum”
Nel 131 a.C. il pretore T. Annio Rufo fece costruire un'importante strada denominata Annia; tale via congiungeva Adria con Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia.
Con ogni probabilità la mutatio “Ad Nonum”, riportata nell’Itinerario Burdingalense, dove i corrieri potevano effettuare il cambio dei cavalli, dovrebbe corrispondere proprio all’antica Marghera (attuale Forte Marghera).
Nel Medioevo
Notizie certe su questa area tuttavia sono disponibili a partire dall’epoca medievale: nel 1232, ad esempio, gli Statuti del Comune di Treviso, da cui Mestre dipendeva, stabilivano la tariffa (fino a 4 soldi) per il noleggio dei cavalli (De equis ad naulum) da Treviso a Mestre e Marghera e le eventuali penali per la ritardata restituzione dell’animale.
Il 29 settembre 1337 (San Michele) ebbe poi inizio, con la conquista del Castello di Mestre, occupato dagli Scaligeri, l’espansione della Serenissima nella terraferma e meno di un secolo dopo (1341) fu decretata, sotto il Dogado di Bartolomeo Gradenigo, la realizzazione di uno dei più antichi manufatti presenti in questa area: la Cava Gradeniga detta anche Canale di Mestre ed attualmente Canal Salso. L’importante via di comunicazione ebbe da sempre funzioni sia commerciali che militari, caratterizzando, in svariati modi, la vita e la storia di questo territorio.
Durante la Guerra di Chioggia (1378), Venezia si trovò a combattere i Genovesi lato mare e lato terra la lega formata da Ungari, Friulani, Padovani, capeggiata da Francesco da Carrara Signore di Padova che fece costruire un ponte sulla Cava Gradeniga e dei grandi bastioni per impedire il trasporto di generi alimentari da Venezia a Mestre. Sconfitto il Carrarese la navigazione riprese ma l’apporto continuo di detriti ed acqua dolce stava determinando l’interramento della laguna con rilevanti problemi per la sicurezza di Venezia. Per tale motivo venne costruito nel 1454 un argine da Marghera a Fusina e relativo canale dove furono convogliati vari corsi d’acqua tra cui il Marzenego ed il Bottenigo; fu quindi realizzato un ulteriore argine posto di traverso alla Cava Gradeniga che impediva il libero transito alle barche che dovevano essere sollevate e trasportate dalle acque dolci alla laguna per mezzo di una specie di gru detta ‘carro’ (1462). Quest’opera ebbe notevoli conseguenze. Le operazioni di sollevamento delle imbarcazioni richiedevano lunghe attese comportando la necessità di locali per il ricovero dei viaggiatori e degli animali. Aumentò così il numero delle osterie e degli stalli di Marghera mentre diminuiva l’importanza della Cava Gradeniga.
Nel 1489 nasce la Compagnia dei Corrieri Veneti alla quale il Senato di Venezia assegna l’esclusiva di tutti i servizi di corrispondenza, sia pubblica che privata e l’appalto delle stazioni di posta che gestivano in pieno regime di monopolio; portavano una giubba con l’insegna di S. Marco, il corno ed il copricapo di tasso. Le strade facenti capo al Canale dovevano essere interessate al frequente passaggio dei corrieri che portavano lettere e pacchi in varie parti d’Europa.
La Lega di Cambrai ed il Carro di Marghera
Nel 1513 le truppe imperiali e gli spagnoli della Lega di Cambrai, occuparono il veneto incendiando e distruggendo città e villaggi; giunti a Mestre il 30 settembre, continuarono la loro opera devastatrice, mettendo a fuoco il castello e i borghi; la presenza del ‘carro’ di Marghera ebbe la tragica conseguenza di impedire agli abitanti della terraferma di mettersi in salvo in laguna. L’aumento del traffico da Mestre a Marghera comportò l’esigenza di ricostruire il Ponte che fu realizzato in mattoni poco dopo il 1588 e che possiamo tuttora ammirare in tutta la sua imponenza, sebbene abbia perso sua funzione originaria. Se il canale da Marghera a Fusina aveva risolto il problema dell’interramento delle aree prossime a Venezia, cominciava a farsi sentire quello dei porti di San Nicoletto e Malamocco: la Repubblica intraprese quindi una imponente programma di diversione dei fiumi Sile, Brenta e Musone portandoli a sfociare fuori della laguna. Dopo tali opere i danni causati dall’apporto di acqua dolce vennero fortemente ridimensionati. Fu così possibile levare il ‘carro’ dando libero transito alle imbarcazioni, cosa che avvenne nel 1615. Non è casuale forse che, come si può dedurre da una lettera dei nobili fratelli Duodo, l’ “Hostaria ai 3 Penacchi” sia stata edificata proprio nel 1615. Questo potrebbe inquadrarsi nella ripresa della navigazione lungo la Cava Gradeniga, l’aumentata importanza delle zone lungo ed a capo il Canale e la conseguente diminuzione funzionale delle infrastrutture di Marghera.
La Guerra di Morea: Dazi, Hostarie e contrabbando
Nel 1687 il Capitano da Mar Francesco Morosini (futuro Doge) conquistò gran parte della Morea (Peloponneso). Il Senato decise di rendere al Morosini onori senza precedenti elevando, nella sala del Consiglio dei Dieci, una statua di bronzo sulla cui base venne incisa l’iscrizione: FRANCISCO MAUROCENO/PELOPONNESIACO ADHUC VIVENTI/SENATUS. La guerra aveva tuttavia un costo elevato che ricadeva sul bilancio dello stato, le cui entrate ordinarie erano costituite per circa 2/3 dagli introiti dei Dazi. Questi indusse il Senato ad una lotta più efficace al contrabbando di pane, farina e vino. Fu a tal fine nominato il nobile Sebastiano Capello Inquisitore sopra il Dazi. L’Inquisitore emise subito un proclama stabilendo le pene per i contrabbandieri che sarebbero stati processati, i barcaioli ai quali sarebbero state bruciate le barche, gli impegati statali negligenti o collusi per i quali era prevista anche l’impiccagione, ed altre pene per i gestori delle bettole. Per perseguire tali reati si sarebbero accettate anche denunce segrete da depositare nella Cassella del Magistrato.
Maggior era il numero delle osterie, più difficile era il controllo mentre maggiore erano le possibilità di praticare il contrabbando. L’Inquisitor fece chiudere tutte le 20 osterie lungo il Canale delle quali in futuro avrebbero potuto riaprire solo due: una a Marghera e l’altra a Mestre. Gli stalli comunque sarebbero rimasti aperti proibendo tuttavia la vendita agli avventori di pane, farina e vino.
Le due osterie pubbliche avrebbero avuto l’insegna di San Marco per quella di Mestre, di San Teodoro quella di Marghera “Come i due santi proteggevano Venezia dalla parte del mare, altrettanto avrebbero fatto dalla parte di terra” (Giorgio Zoccoletto). Il Senato scelse nel 1689 come Pubblica Hostaria di Marghera quella della N.D. Betta Correr (all’Anzolo). Per quella di Mestre si aprì invece una sorta di gara tra i proprietari che offrivano la loro magnificando i pregi dei rispettivi immobili; parteciparono alla gara i Foscarini con l’Hostaria alla Fornasa, i Falier, i Duodo con l’Hostaria ai Tre Penacchi.
Nella loro offerta i nobili fratelli Duodo sostenevano in sintesi che, a prescindere dal proprio interesse, la loro era più adatta delle altre ad essere prescelta come pubblica Hostaria per più ragioni quali il numero degli alloggi, la vastità delle stalle, la contiguità con il magazzino delle merci tedesche e, soprattutto perché lo stabile, posizionato a capo del Canale nel luogo più distante quindi dalla laguna e molto frequentato, era quindi meno esposto degli altri alle attività illegali dei contrabbandieri.
Le guide postali del ‘700: si consiglia di ‘far capo a Mestre’
Nel 1700 il più prolifico e minuzioso autore di Guide Postali fu Giovanni Maria Vidari. La sua Guida Postale, pubblicata in sette edizioni, tra il 1718 ed il 1785 descrive molto fedelmente (avendoli lui stesso compiuti, in quanto ex Corriere della Serenissima Repubblica) molti viaggi ed itinerari postali. Quella che segue è un estratto della descrizione di un viaggio a Londra, tratta dalla Guida sopradescritta “IL VIAGGIO IN PRATICA”, dove fornisce altri avvertimenti necessari per la vettura ed elencando alcuni viaggi che effettuò nell’accompagnare alquanti Eccellentissimi Ambasciatori in Varie Corti dell’Europa: “S’avverte in simile Viaggio di non pigliare che Vetturini Tedeschi, cioè di quelli che frequentemente viaggiano per la Germania, e far capo à Mestre, e non à Padova, né a Vicenza poiché si restarà poco soddisfatto, …”.
L’incisione del Canaletto ‘Mestre alle Barche’, Giacomo Casanova e Pio VI
L'acquaforte di Antonio Canal (Canaletto) ‘Mestre alle Barche’ (Windsor Castle) fa parte di un album di 31 incisioni eseguite tra il 1744 ed 1746, commissionate da Joseph Smith, console inglese a Venezia. Joseph Smith vendette poi gran parte della sua collezione a re Giorgio III, creando la base per la grande collezione di dipinti di Canaletto di proprietà della Royal Collection. Tra le centinaia di possibili soggetti di elevato valore architettonico, monumentale, paesaggistico il Canaletto scelse di ritrarre il Porto e la Posta di Mestre.
Vari sono stati i passaggi di personaggi celebri tra i quali Giacomo Casanova che, in fuga dalle prigioni veneziane, arrivando a Mestre in gondola cercò dei cavalli alla Posta e, non trovandoli, si diresse all’Hostaria alla Campana.
Tra gli storici passaggi non possiamo dimenticare quello del 1782 del Pontefice Pio VI in viaggio verso Vienna per incontrare l’imperatore Giuseppe II, intenzionato ad incamerare le proprietà ecclesiastiche.. Il Papa accompagnato dai Procuratori di San Marco (alti funzionari), Alvise Contarini e Lodovico Manin, viaggiava su una su una delle due peote appossitamente allestite dall’architetto Gianantonio Selva (progettista del teatro ‘La Fenice’) con interni foderati di rasi, fondo ricoperto di tappeti, le insegne pontificie e dogali sulla cima dei due alberi. Alla voga sedici barcaioli della Confraternita del Traghetto di Mestre, comandati dal gastaldo Andrea Grasso. In laguna migliaia di barche addobbate, di remi alzati e di evviva dei Veneziani accolsero il pontefice. Il corteo, imboccato il Canal Salso, raggiunse così l’approdo di Marghera (attuale Forte Marghera) dove lo attendevano il Vescovo di Treviso Giustiniani, il parroco di Mestre Albrizzi, il Podestà di Mestre Priuli, attorniati da una folla immensa e da uno squadrone di cavalleria. Sulla riva erano pronte le carrozze predisposte dal mastro di posta Paolo Breda. Vi erano una trentina di staffieri, 23 pariglie di cavalli, ed un carro alla todesca per il bagaglio. Al suono dell’Ave Maria il corteo si avviò verso l’attuale Piazza Barche e, percorrendo un tratto della Strada Regia Postale giunse al palazzo degli Erizzo (sito nell’attuale p.le Donatori di Sangue).
Spionaggio a Mestre, Napoleone a Marghera, cade la Repubblica di Venezia
Nel 1797 gli Inquisitori di Stato vennero informati dai loro confidenti della presenza all’Hostaria alla Campana di due francesi sospetti di spionaggio. Venne pertanto intercettata la loro corrispondenza alla “Posta delle lettere delle Barche” e pagati 4 lire al giorno ai delatori. Misure ormai inutili: i Francesi avevano invaso il Veneto e Napoleone si recò all’osteria di Marghera dove vi erano i nobili Alvise Moncenigo, Tommaso Condulmer e Giacomo Giustinian i qualità di ambasciatori. Napoleone, dopo aver scrutato Venezia con il binocolo, se ne andò senza degnare di un saluto i tre nobili ai quali fu dato, dal commissario Haller, un foglio con le condizioni per la resa che comprendevano l’abolizione dell’antico sistema aristocratico, la liberazione dei simpatizzanti per le idee francesi, le teste degli Inquisitori di Stato. Il 12 maggio 1797 il Maggior Consiglio decretò la fine della Repubblica.
I regolamenti del Traghetto, la Ferrovia Ferdinandea
Sulla gestione del Traghetto di Mestre, che agli inizi dell’Ottocento era in piena attività, vennero emanati due regolamentati. Quello francese del 1813 prevedeva tra l’altro l’obbligo della marchiature delle barche: con una M quelle di Mestre, più gradi ed affidabili in caso dei burrasca, con una V quelle di Venezia che potevano portare un numero minore di passeggeri. Quello austriaco del 1817 stabiliva che vi fosse un “incaricato politico” con il compito di far rispettare il regolamento del traghetto; nominato da Venezia egli disponeva di un locale situato presso la riva destra, presso l’attuale sottoportico dove stazionava un drappello di guardie e dove trovava posto un locale nel quale venivano rinchiusi i barcaioli che contravvenivano alle normative.
L’11 gennaio 1846 fu inaugurato il ponte ferroviario, progettato dall’ing. Tommaso Meduna e modificato dall’ing. Luigi Duodo, posto su 222 arcate per una lunghezza di 3601 m., con un costo di quasi 6 milioni. Gran parte del trasporto delle merci e dei passeggeri si spostò sulla ferrovia portando gravi conseguenze sul lavoro dei barcaioli.
L’assedio di Forte Marghera del 1848-49 e l’inaugurazione della Colonna della Sortita del 1886
Il 17 marzo 1848 Venezia insorse ed il governatore austriaco Paffly, temendo l'ira della folla fece liberare i patrioti Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Vennero cacciati gli austriaci ed il 22 marzo fu proclamata la Repubblica Veneta di San Marco sotto la presidenza di Daniele Manin. Nello stesso giorno un manipolo di patrioti mestrini occuparono Forte Marghera. La neonata Repubblica resistette all'assedio nemico fino al 22 agosto 1848, sola città italiana, tra le molte insorte, a tener vivo per ben 17 mesi l'ideale di un Italia libera ed indipendente.
Il Campiello delle Barche, cioè la parte terminale dell’attuale piazza (tra la rotatoria ed il centro commerciale) fu teatro di numerose vicende legate al lungo assedio del forte. Il 18 giugno “48, al ritorno delle truppe imperiali, vennero posti 2 cannoni “al principio della strada che guarda i Forti” (via Forte Marghera) ed il giorno seguente gli abitanti delle Barche furono trasferiti in luoghi più sicuri. Subito ebbero luogo i primi bombardamenti dal forte, alcuni giorni intensi, altri meno; in alcune giornate i cannoni tacevano. Il Canal Salso rappresentò un’importate risorsa tattica per rallentare la realizzazione delle opere d’assedio che gli Austriaci costruivano attorno al forte. I difensori infatti oltre a operare incursioni e cannoneggiamenti posero una diga di sbarramento sul Canal Salso, in modo da allagare il terreno, costringendo gli assedianti a lavorare in mezzo all’acqua ed al fango.
L’8 luglio 1848 il direttore delle Poste Magliana venne licenziato ed esiliato perché sospettato di fare il corriere per il Governo Rivoluzionario di Venezia.
Il 29 agosto 1848 l’ufficio postale venne spostato vicino alle prigioni (via Palazzo), luogo non esposto ai bombardamenti che provenivano dal Forte.
Il 27 ottobre 1848 si svolse un'epica battaglia nella quale i patrioti italiani, nettamente inferiori per numero e dotazioni, usciti di sorpresa dal Forte assediato dopo un furioso combattimento sul Ponte della Campana (attuale via Poerio) costrinsero il nemico alla fuga. Lo storico avvenimento fu ricordato con la collocazione di una colonna commemorativa situata in Piazza Barche.
Una foto del 1866 ci mostra il grande afflusso di gente, i labari ed i gonfaloni ed al centro il monumento che si eleva, contrariamente ad oggi, ‘sopra le teste’ dei manifestanti saldamente poggiato sulla possente gradinata; sullo sfondo la Torre Civica e la Posta Antica di Mestre.
Il Garage Reale, l’esplosione del 1944, la stazione delle corriere, le biciclette di Zanessi
..
Il Garage Reale fu realizzato in Piazza Barche agli inizi del Novecento riutilizzando l’edificio che fino al 1848 era stato sede della stazione postale; veniva descritto come uno dei maggiori d’Italia, vasto 5000 mq., con 100 posti auto.
Era stato inoltre ristrutturato in modo da anticipare l’atmosfera in cui i viaggiatori si sarebbero immersi negli alberghi lagunari: “Costituisce - scriveva un cronista - la porta d’ingresso dei grandi percorsi europei e si è voluto, con una prima impressione di modernità e di lusso intonarsi ai magnifici alberghi della città e del Lido destinati ad ospitarli.”
Nel 1926 il Re Vittorio Emanuele III concesse di esporre lo Stemma Reale sulla facciata dell’edificio “volendo dare alla Società Servizi Automolistici Veneti, uno speciale e pubblico attestato della Sua benevola considerazione”; con questa effige il garage appare in numerose foto e cartoline dell’epoca.
Nel 1944 i partigiani del battaglione Felisati fecero esplodere una bomba nell’edificio, già sede del garage Reale, che ospitava durante la guerra (1940-45) un distaccamento della questura. L’azione costituiva un’azione di disturbo per favorire il contemporaneo assalto alla centrale del latte di Carpenedo. L’esplosione causò la parziale distruzione del lato sinistro dell’edificio e la morte dell’impiegato del dazio. Un testimone dell’evento ricorda che la porta dell’ufficio volò dall’altra parte della piazza. Roberto Zanessi, che abitava sopra il negozio di biciclette che il padre Mario aveva aperto dall’inizio degli anni trenta, si era visto crollare, in seguito allo scoppio, il soffitto sulla testa.
Per più di 60 anni questa parziale mutilazione, che non ha compromesso la statica dell’edificio, è testimone di un avvenimento dell’epopea partigiana a Mestre che andrebbe a nostro avviso segnalato nell’auspicabile ricostruzione della parte mancate.
su Youtube cliccando "Amico albero" trovate i video delle molte iniziative dell'associazione a Mestre in difesa del verde e per crearne del nuovo. AmicoAlbero si incontra, e vi invita, ogni secondo e quarto mercoledì del mese alle ore 18.30, presso il centro CittAperta a Mestre, via Col Moschin 20 angolo via Felisati (traversa di via Piave a 300 m. da stazione). Visitate il sito www.amicoalbero.it info 349 6429385 Luca
lettera già inviata:
Il direttore di Confesercenti, Franceschi, per dare una mano a rendere più bella Mestre, fa la brillante proposta di cementificare i giardini di via Piave, a cento metri dalla stazione, per trasformarli in un parcheggio. Complimenti! Anche a nome di tutti gli abitanti di Mestre che non vedono l'ora di tagliare un altro pò di alberi, perchè in città ce ne sono troppi e i lavori del tram non ne hanno abbattuti abbastanza.
Comunque, come Lipu e AmicoAlbero, facciamo presente che il verde in questione è vincolato come Bene Ambientale.
C'è infatti il Decreto Ministeriale del 3 marzo 1965, dei Ministri dellaPubblica Istruzione e del Turismo, che, sulla base della proposta unanime della Commissione prov. di Venezia per la protezione delle bellezze naturali, stabilisce che "Le alberature di alto fusto site nel territorio del Comune di Meestre-Veneziae precisamente radicate nel tratto di via Piave tra le traversali di via Sernaglia e via Ongaro, hanno notevole interesse pubblico, ai sensi della legge 1497 del 1939, e sono quindi sottoposte a tutte le disposizioni contenute nella legge".
Quindi si metta il cuore in pace Franceschi e gli eventuali altri amanti del cemento, che per rispondere a problemi di degrado sociale, vogliono creare altro degrado, questa volta ambientale.
Occorre invece intervenire positivamente, creando più socialità, come ci sforziamo di fare, ogni anno, noi con Gaia, la Fiera della città Aperta, che si tiene a settembre proprio nei giardini di via Piave, con grandissima partecipazione e soddisfazione della popolazione mestrina.
Michele Boato per AmicoAlbero e GianPaolo Pamio per la Lipu
domenica 21 dalle ore 11 alle 12 a Mestre, libreria Feltrinelli, "Pianta una pianta" performance di AmicoAlbero con Luca Mamprin, dottore forestale, Roberta Vasselli, poetessa, e Michele Boato portavoce.
di seguito la lettera indirizzata:
all'Ufficio del Verde, Comune di Venezia
Vi segnaliamo quanto segue:
sul Terraglio, a lato di Villa Salus, recentemente (al massimo un paio d'anni fa)
è stato fatto un marciapiede in legno con i fori per gli alberi (aceri) così stetti che già non ci stanno più e, come si vede dalle foto, strozzati, crescono sopra il marciapiede!
Segnaliamo la cosa nella speranza di una sollecita "liberazione" dei tronchi attraverso un allargamento dei fori.
grazie dell'attenzione,
in attesa cortese riscontro,
buon lavoro
Michele Boato
portavoce AmicoAlbero
Avvenimenti della storia europea lungo il Canal Salso (rev. 20101125)
Le testimonianze storiche (Ponte di Marghera - 1588, Cava Gradeniga - 1362, Posta Antica-Garage Reale - 1615), delle quali si vuole promuovere la tutela e la valorizzazione, sono situate nello spazio di circa 2400 metri. Esse, tuttavia, sono legate, direttamente od indirettamente, a vicende di rilievo internazionale svoltesi in ambiti geografici di ben più ampie dimensioni, a grandi avvenimenti della storia italiana ed europea che si intende qui documentare al fine di evidenziare il rilevante valore storico-testimoniale di detti manufatti. Fatti noti e meno noti come:
- la realizzazione della via Annia nel 131 a.C., che collegava Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia, ad opera del pretore T. Annio Rufo,
- episodi della Guerra di Chioggia (1378),
- vicende ed aspetti della storia postale veneta ed austriaca,
- il rapporto tra l’allontanamento dei fiumi dalla laguna e le trasformazioni urbanistiche dell’antica Marghera (attuale Forte Marghera) e Piazza Barche,
- le ripercussioni della Guerra Di Morea sulla repressione del contrabbando lungo la Cava Gradeniga (Canal Salso),
- l’assedio austriaco a Forte Marghera preso per iniziativa della Guardia Civica di Mestre il 22 marzo 1848,
- il ruolo del Canal Salso nella difesa del forte dall’assedio austriaco,
- la concessione di Vittorio Emanuele III di innalzare lo stemma dei Savoia sulla facciata del Garage Reale concepito come “la porta d’ingresso dei grandi percorsi europei”,
- l’attentato alla sede della questura c/o la Posta Antica (1944), episodio dell’epopea partigiana a Mestre.
Mutatio “Ad Nonum”
Nel 131 a.C. il pretore T. Annio Rufo fece costruire un'importante strada denominata Annia; tale via congiungeva Adria con Padova, Altino, Concordia ed infine Aquileia.
Con ogni probabilità la mutatio “Ad Nonum”, riportata nell’Itinerario Burdingalense, dove i corrieri potevano effettuare il cambio dei cavalli, dovrebbe corrispondere proprio all’antica Marghera (attuale Forte Marghera).
Nel Medioevo
Notizie certe su questa area tuttavia sono disponibili a partire dall’epoca medievale: nel 1232, ad esempio, gli Statuti del Comune di Treviso, da cui Mestre dipendeva, stabilivano la tariffa (fino a 4 soldi) per il noleggio dei cavalli (De equis ad naulum) da Treviso a Mestre e Marghera e le eventuali penali per la ritardata restituzione dell’animale.
Il 29 settembre 1337 (San Michele) ebbe poi inizio, con la conquista del Castello di Mestre, occupato dagli Scaligeri, l’espansione della Serenissima nella terraferma e meno di un secolo dopo (1341) fu decretata, sotto il Dogado di Bartolomeo Gradenigo, la realizzazione di uno dei più antichi manufatti presenti in questa area: la Cava Gradeniga detta anche Canale di Mestre ed attualmente Canal Salso. L’importante via di comunicazione ebbe da sempre funzioni sia commerciali che militari, caratterizzando, in svariati modi, la vita e la storia di questo territorio.
Durante la Guerra di Chioggia (1378), Venezia si trovò a combattere i Genovesi lato mare e lato terra la lega formata da Ungari, Friulani, Padovani, capeggiata da Francesco da Carrara Signore di Padova che fece costruire un ponte sulla Cava Gradeniga e dei grandi bastioni per impedire il trasporto di generi alimentari da Venezia a Mestre. Sconfitto il Carrarese la navigazione riprese ma l’apporto continuo di detriti ed acqua dolce stava determinando l’interramento della laguna con rilevanti problemi per la sicurezza di Venezia. Per tale motivo venne costruito nel 1454 un argine da Marghera a Fusina e relativo canale dove furono convogliati vari corsi d’acqua tra cui il Marzenego ed il Bottenigo; fu quindi realizzato un ulteriore argine posto di traverso alla Cava Gradeniga che impediva il libero transito alle barche che dovevano essere sollevate e trasportate dalle acque dolci alla laguna per mezzo di una specie di gru detta ‘carro’ (1462). Quest’opera ebbe notevoli conseguenze. Le operazioni di sollevamento delle imbarcazioni richiedevano lunghe attese comportando la necessità di locali per il ricovero dei viaggiatori e degli animali. Aumentò così il numero delle osterie e degli stalli di Marghera mentre diminuiva l’importanza della Cava Gradeniga.
Nel 1489 nasce la Compagnia dei Corrieri Veneti alla quale il Senato di Venezia assegna l’esclusiva di tutti i servizi di corrispondenza, sia pubblica che privata e l’appalto delle stazioni di posta che gestivano in pieno regime di monopolio; portavano una giubba con l’insegna di S. Marco, il corno ed il copricapo di tasso. Le strade facenti capo al Canale dovevano essere interessate al frequente passaggio dei corrieri che portavano lettere e pacchi in varie parti d’Europa.
La Lega di Cambrai ed il Carro di Marghera
Nel 1513 le truppe imperiali e gli spagnoli della Lega di Cambrai, occuparono il veneto incendiando e distruggendo città e villaggi; giunti a Mestre il 30 settembre, continuarono la loro opera devastatrice, mettendo a fuoco il castello e i borghi; la presenza del ‘carro’ di Marghera ebbe la tragica conseguenza di impedire agli abitanti della terraferma di mettersi in salvo in laguna. L’aumento del traffico da Mestre a Marghera comportò l’esigenza di ricostruire il Ponte che fu realizzato in mattoni poco dopo il 1588 e che possiamo tuttora ammirare in tutta la sua imponenza, sebbene abbia perso sua funzione originaria. Se il canale da Marghera a Fusina aveva risolto il problema dell’interramento delle aree prossime a Venezia, cominciava a farsi sentire quello dei porti di San Nicoletto e Malamocco: la Repubblica intraprese quindi una imponente programma di diversione dei fiumi Sile, Brenta e Musone portandoli a sfociare fuori della laguna. Dopo tali opere i danni causati dall’apporto di acqua dolce vennero fortemente ridimensionati. Fu così possibile levare il ‘carro’ dando libero transito alle imbarcazioni, cosa che avvenne nel 1615. Non è casuale forse che, come si può dedurre da una lettera dei nobili fratelli Duodo, l’ “Hostaria ai 3 Penacchi” sia stata edificata proprio nel 1615. Questo potrebbe inquadrarsi nella ripresa della navigazione lungo la Cava Gradeniga, l’aumentata importanza delle zone lungo ed a capo il Canale e la conseguente diminuzione funzionale delle infrastrutture di Marghera.
La Guerra di Morea: Dazi, Hostarie e contrabbando
Nel 1687 il Capitano da Mar Francesco Morosini (futuro Doge) conquistò gran parte della Morea (Peloponneso). Il Senato decise di rendere al Morosini onori senza precedenti elevando, nella sala del Consiglio dei Dieci, una statua di bronzo sulla cui base venne incisa l’iscrizione: FRANCISCO MAUROCENO/PELOPONNESIACO ADHUC VIVENTI/SENATUS. La guerra aveva tuttavia un costo elevato che ricadeva sul bilancio dello stato, le cui entrate ordinarie erano costituite per circa 2/3 dagli introiti dei Dazi. Questi indusse il Senato ad una lotta più efficace al contrabbando di pane, farina e vino. Fu a tal fine nominato il nobile Sebastiano Capello Inquisitore sopra il Dazi. L’Inquisitore emise subito un proclama stabilendo le pene per i contrabbandieri che sarebbero stati processati, i barcaioli ai quali sarebbero state bruciate le barche, gli impegati statali negligenti o collusi per i quali era prevista anche l’impiccagione, ed altre pene per i gestori delle bettole. Per perseguire tali reati si sarebbero accettate anche denunce segrete da depositare nella Cassella del Magistrato.
Maggior era il numero delle osterie, più difficile era il controllo mentre maggiore erano le possibilità di praticare il contrabbando. L’Inquisitor fece chiudere tutte le 20 osterie lungo il Canale delle quali in futuro avrebbero potuto riaprire solo due: una a Marghera e l’altra a Mestre. Gli stalli comunque sarebbero rimasti aperti proibendo tuttavia la vendita agli avventori di pane, farina e vino.
Le due osterie pubbliche avrebbero avuto l’insegna di San Marco per quella di Mestre, di San Teodoro quella di Marghera “Come i due santi proteggevano Venezia dalla parte del mare, altrettanto avrebbero fatto dalla parte di terra” (Giorgio Zoccoletto). Il Senato scelse nel 1689 come Pubblica Hostaria di Marghera quella della N.D. Betta Correr (all’Anzolo). Per quella di Mestre si aprì invece una sorta di gara tra i proprietari che offrivano la loro magnificando i pregi dei rispettivi immobili; parteciparono alla gara i Foscarini con l’Hostaria alla Fornasa, i Falier, i Duodo con l’Hostaria ai Tre Penacchi.
Nella loro offerta i nobili fratelli Duodo sostenevano in sintesi che, a prescindere dal proprio interesse, la loro era più adatta delle altre ad essere prescelta come pubblica Hostaria per più ragioni quali il numero degli alloggi, la vastità delle stalle, la contiguità con il magazzino delle merci tedesche e, soprattutto perché lo stabile, posizionato a capo del Canale nel luogo più distante quindi dalla laguna e molto frequentato, era quindi meno esposto degli altri alle attività illegali dei contrabbandieri.
Le guide postali del ‘700: si consiglia di ‘far capo a Mestre’
Nel 1700 il più prolifico e minuzioso autore di Guide Postali fu Giovanni Maria Vidari. La sua Guida Postale, pubblicata in sette edizioni, tra il 1718 ed il 1785 descrive molto fedelmente (avendoli lui stesso compiuti, in quanto ex Corriere della Serenissima Repubblica) molti viaggi ed itinerari postali. Quella che segue è un estratto della descrizione di un viaggio a Londra, tratta dalla Guida sopradescritta “IL VIAGGIO IN PRATICA”, dove fornisce altri avvertimenti necessari per la vettura ed elencando alcuni viaggi che effettuò nell’accompagnare alquanti Eccellentissimi Ambasciatori in Varie Corti dell’Europa: “S’avverte in simile Viaggio di non pigliare che Vetturini Tedeschi, cioè di quelli che frequentemente viaggiano per la Germania, e far capo à Mestre, e non à Padova, né a Vicenza poiché si restarà poco soddisfatto, …”.
L’incisione del Canaletto ‘Mestre alle Barche’, Giacomo Casanova e Pio VI
L'acquaforte di Antonio Canal (Canaletto) ‘Mestre alle Barche’ (Windsor Castle) fa parte di un album di 31 incisioni eseguite tra il 1744 ed 1746, commissionate da Joseph Smith, console inglese a Venezia. Joseph Smith vendette poi gran parte della sua collezione a re Giorgio III, creando la base per la grande collezione di dipinti di Canaletto di proprietà della Royal Collection. Tra le centinaia di possibili soggetti di elevato valore architettonico, monumentale, paesaggistico il Canaletto scelse di ritrarre il Porto e la Posta di Mestre.
Vari sono stati i passaggi di personaggi celebri tra i quali Giacomo Casanova che, in fuga dalle prigioni veneziane, arrivando a Mestre in gondola cercò dei cavalli alla Posta e, non trovandoli, si diresse all’Hostaria alla Campana.
Tra gli storici passaggi non possiamo dimenticare quello del 1782 del Pontefice Pio VI in viaggio verso Vienna per incontrare l’imperatore Giuseppe II, intenzionato ad incamerare le proprietà ecclesiastiche.. Il Papa accompagnato dai Procuratori di San Marco (alti funzionari), Alvise Contarini e Lodovico Manin, viaggiava su una su una delle due peote appossitamente allestite dall’architetto Gianantonio Selva (progettista del teatro ‘La Fenice’) con interni foderati di rasi, fondo ricoperto di tappeti, le insegne pontificie e dogali sulla cima dei due alberi. Alla voga sedici barcaioli della Confraternita del Traghetto di Mestre, comandati dal gastaldo Andrea Grasso. In laguna migliaia di barche addobbate, di remi alzati e di evviva dei Veneziani accolsero il pontefice. Il corteo, imboccato il Canal Salso, raggiunse così l’approdo di Marghera (attuale Forte Marghera) dove lo attendevano il Vescovo di Treviso Giustiniani, il parroco di Mestre Albrizzi, il Podestà di Mestre Priuli, attorniati da una folla immensa e da uno squadrone di cavalleria. Sulla riva erano pronte le carrozze predisposte dal mastro di posta Paolo Breda. Vi erano una trentina di staffieri, 23 pariglie di cavalli, ed un carro alla todesca per il bagaglio. Al suono dell’Ave Maria il corteo si avviò verso l’attuale Piazza Barche e, percorrendo un tratto della Strada Regia Postale giunse al palazzo degli Erizzo (sito nell’attuale p.le Donatori di Sangue).
Spionaggio a Mestre, Napoleone a Marghera, cade la Repubblica di Venezia
Nel 1797 gli Inquisitori di Stato vennero informati dai loro confidenti della presenza all’Hostaria alla Campana di due francesi sospetti di spionaggio. Venne pertanto intercettata la loro corrispondenza alla “Posta delle lettere delle Barche” e pagati 4 lire al giorno ai delatori. Misure ormai inutili: i Francesi avevano invaso il Veneto e Napoleone si recò all’osteria di Marghera dove vi erano i nobili Alvise Moncenigo, Tommaso Condulmer e Giacomo Giustinian i qualità di ambasciatori. Napoleone, dopo aver scrutato Venezia con il binocolo, se ne andò senza degnare di un saluto i tre nobili ai quali fu dato, dal commissario Haller, un foglio con le condizioni per la resa che comprendevano l’abolizione dell’antico sistema aristocratico, la liberazione dei simpatizzanti per le idee francesi, le teste degli Inquisitori di Stato. Il 12 maggio 1797 il Maggior Consiglio decretò la fine della Repubblica.
I regolamenti del Traghetto, la Ferrovia Ferdinandea
Sulla gestione del Traghetto di Mestre, che agli inizi dell’Ottocento era in piena attività, vennero emanati due regolamentati. Quello francese del 1813 prevedeva tra l’altro l’obbligo della marchiature delle barche: con una M quelle di Mestre, più gradi ed affidabili in caso dei burrasca, con una V quelle di Venezia che potevano portare un numero minore di passeggeri. Quello austriaco del 1817 stabiliva che vi fosse un “incaricato politico” con il compito di far rispettare il regolamento del traghetto; nominato da Venezia egli disponeva di un locale situato presso la riva destra, presso l’attuale sottoportico dove stazionava un drappello di guardie e dove trovava posto un locale nel quale venivano rinchiusi i barcaioli che contravvenivano alle normative.
L’11 gennaio 1846 fu inaugurato il ponte ferroviario, progettato dall’ing. Tommaso Meduna e modificato dall’ing. Luigi Duodo, posto su 222 arcate per una lunghezza di 3601 m., con un costo di quasi 6 milioni. Gran parte del trasporto delle merci e dei passeggeri si spostò sulla ferrovia portando gravi conseguenze sul lavoro dei barcaioli.
L’assedio di Forte Marghera del 1848-49 e l’inaugurazione della Colonna della Sortita del 1886
Il 17 marzo 1848 Venezia insorse ed il governatore austriaco Paffly, temendo l'ira della folla fece liberare i patrioti Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Vennero cacciati gli austriaci ed il 22 marzo fu proclamata la Repubblica Veneta di San Marco sotto la presidenza di Daniele Manin. Nello stesso giorno un manipolo di patrioti mestrini occuparono Forte Marghera. La neonata Repubblica resistette all'assedio nemico fino al 22 agosto 1848, sola città italiana, tra le molte insorte, a tener vivo per ben 17 mesi l'ideale di un Italia libera ed indipendente.
Il Campiello delle Barche, cioè la parte terminale dell’attuale piazza (tra la rotatoria ed il centro commerciale) fu teatro di numerose vicende legate al lungo assedio del forte. Il 18 giugno “48, al ritorno delle truppe imperiali, vennero posti 2 cannoni “al principio della strada che guarda i Forti” (via Forte Marghera) ed il giorno seguente gli abitanti delle Barche furono trasferiti in luoghi più sicuri. Subito ebbero luogo i primi bombardamenti dal forte, alcuni giorni intensi, altri meno; in alcune giornate i cannoni tacevano. Il Canal Salso rappresentò un’importate risorsa tattica per rallentare la realizzazione delle opere d’assedio che gli Austriaci costruivano attorno al forte. I difensori infatti oltre a operare incursioni e cannoneggiamenti posero una diga di sbarramento sul Canal Salso, in modo da allagare il terreno, costringendo gli assedianti a lavorare in mezzo all’acqua ed al fango.
L’8 luglio 1848 il direttore delle Poste Magliana venne licenziato ed esiliato perché sospettato di fare il corriere per il Governo Rivoluzionario di Venezia.
Il 29 agosto 1848 l’ufficio postale venne spostato vicino alle prigioni (via Palazzo), luogo non esposto ai bombardamenti che provenivano dal Forte.
Il 27 ottobre 1848 si svolse un'epica battaglia nella quale i patrioti italiani, nettamente inferiori per numero e dotazioni, usciti di sorpresa dal Forte assediato dopo un furioso combattimento sul Ponte della Campana (attuale via Poerio) costrinsero il nemico alla fuga. Lo storico avvenimento fu ricordato con la collocazione di una colonna commemorativa situata in Piazza Barche.
Una foto del 1866 ci mostra il grande afflusso di gente, i labari ed i gonfaloni ed al centro il monumento che si eleva, contrariamente ad oggi, ‘sopra le teste’ dei manifestanti saldamente poggiato sulla possente gradinata; sullo sfondo la Torre Civica e la Posta Antica di Mestre.
Il Garage Reale, l’esplosione del 1944, la stazione delle corriere, le biciclette di Zanessi
..
Il Garage Reale fu realizzato in Piazza Barche agli inizi del Novecento riutilizzando l’edificio che fino al 1848 era stato sede della stazione postale; veniva descritto come uno dei maggiori d’Italia, vasto 5000 mq., con 100 posti auto.
Era stato inoltre ristrutturato in modo da anticipare l’atmosfera in cui i viaggiatori si sarebbero immersi negli alberghi lagunari: “Costituisce - scriveva un cronista - la porta d’ingresso dei grandi percorsi europei e si è voluto, con una prima impressione di modernità e di lusso intonarsi ai magnifici alberghi della città e del Lido destinati ad ospitarli.”
Nel 1926 il Re Vittorio Emanuele III concesse di esporre lo Stemma Reale sulla facciata dell’edificio “volendo dare alla Società Servizi Automolistici Veneti, uno speciale e pubblico attestato della Sua benevola considerazione”; con questa effige il garage appare in numerose foto e cartoline dell’epoca.
Nel 1944 i partigiani del battaglione Felisati fecero esplodere una bomba nell’edificio, già sede del garage Reale, che ospitava durante la guerra (1940-45) un distaccamento della questura. L’azione costituiva un’azione di disturbo per favorire il contemporaneo assalto alla centrale del latte di Carpenedo. L’esplosione causò la parziale distruzione del lato sinistro dell’edificio e la morte dell’impiegato del dazio. Un testimone dell’evento ricorda che la porta dell’ufficio volò dall’altra parte della piazza. Roberto Zanessi, che abitava sopra il negozio di biciclette che il padre Mario aveva aperto dall’inizio degli anni trenta, si era visto crollare, in seguito allo scoppio, il soffitto sulla testa.
Per più di 60 anni questa parziale mutilazione, che non ha compromesso la statica dell’edificio, è testimone di un avvenimento dell’epopea partigiana a Mestre che andrebbe a nostro avviso segnalato nell’auspicabile ricostruzione della parte mancate.
L’Antica Posta-Garage Reale fino alla fine anni “70 - inizio anni “80 del Novecento ospitava due attività legate ai trasporti ed ai viaggi, proseguendo così la sua secolare vocazione:
- la biglietteria e la sala d’aspetto della società di trasporti FAP che curava il servizio di corriere verso Jesolo-San Donà (nella parte sinistra);
- il negozio di biciclette Zanessi che era uno dei più forniti di Mestre sia come bici che come parti di ricambio e che forniva inoltre servizi di riparazione (nella parte destra).
Avvenimenti principali
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131 a. C. |
Le infrastrutture viarie ed il servizio postale in epoca romana. Costruzione della via Annia e della stazione postale “AD NONUM” a Marghera Antica (attuale Forte Marghera).
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1337 |
Espansionismo veneziano in terraferma iniziato nel 1337 con la conquista del Castello di Mestre.
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1378 |
Guerra di Chioggia quando Venezia si trovava assediata dai Genovesi lato mare e Ungari, Frulani e Padovani lato terra |
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1454 |
Allontanamento delle foci dei fiumi, per ragioni di sicurezza, dalla Città di Venezia iniziato con l’escavo del canale Marghera-Fusina |
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1489 |
Assegnazione in esclusiva alla Compagnia dei Corrieri Veneti della corrispondenza, pubblica e privata, e della gestione delle stazioni di posta.
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1513 |
Invasione delle truppe della Lega di Cambrai
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1645-1669 |
Guerra di Candia (Creta) che causò un disavanzo pubblico di circa 1.200.000 ducati.
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1684-1699 |
Guerra di Morea (Peloponneso) e le relative misure per garantirne il finanziamento, che avveniva grazie ad entrate straordinarie (inasprimenti fiscali, donazioni volontarie da parte di privati, e comunità, vendite di uffici, aggregazioni al patriziato) e ordinarie (dazi su pane, farina, vino).
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1782 |
Passaggio del Pontefice Pio VI in viaggio per Vienna.
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1797 |
Caduta della Repubblica di Venezia12 maggio 1797.
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1846 |
Costruzione del ponte ferroviario translagunare nell’ambito della realizzazione della Ferrovia Ferdinandea Venezia-Milano. |
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1848-1849 |
Assedio di Venezia e del Forte di Marghera da parte degli Austriaci.
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1866 |
Annessione al Regno d’Italia.
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1944 |
Attentato del battaglione partigiano Felisati al distaccamento della questura c/o la l’edificio della Posta Antica-Garage Reale.
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BIBLIOGRAFIA
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COD |
AUTORE/I |
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ZOCCOLETTO GIORGIO |
LA REGIA STRADA IL PALAZZO E LE PRIGIONI DI MESTRE |
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ZOCCOLETTO GIORGIO |
MESTRE NEL TARDO SEICENTO |
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ZGP |
ZOCCOLETTO GIORGIO |
IL TRANSITO DI PIO VI PER MESTRE NEL 1782 |
ACCADEMIA ALTINATE IN MESTRE |
MESTRE |
1997 |
Guppo Valdemare
Mestre, 25 novembre 2010
(la petizione di può trovare in allegato - petizioneValdemare)
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| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| VeraStoriaPiazzaBarche.doc.pdf | 420.85 KB |
| RilArchPostaMestre.doc.pdf | 748.13 KB |
| PostaHostaria3Penacchi.doc.pdf | 780.92 KB |